Viaggio in Togo e Benin: nel cuore della magia

Viaggio in due Paesi del Golfo della Guinea , tanto piccoli quanto accattivanti. Incontreremo i sacerdoti tradizionali , i guaritori e gli oracoli . Assisteremo alla danza del fuoco, ai riti di iniziazione ed a spettacolari cerimonie ancestrali , inoltre saremo testimoni dello stato di trance nel quale possono cadere gli adepti del Vudù. Il Vudù è infatti originario di questi paesi e in questa parte del mondo tali credenze sono rimaste assolutamente autentiche.

  • Durata: 11 giorni
  • Guida parlante italiano
Prezzo da 1850 € Invia la tua richiesta
Giorno 1

NEL GOLFO DI GUINEA (Lome in)

Assistenza all’aeroporto e trasferimento in hotel.

Giorno 2

LOME

Il nostro viaggio inizia con la visita di Lome, la vibrante capitale del Togo.  Una città cosmopolita di piccole dimensioni.

Uno sguardo speciale a:

  • il mercato centrale con le famose Nana Benz, donne nelle cui mani è concentrato il commercio dei costosi “pagne” (tessuti)  venduti in tutta l’ Africa Occidentale.
  • Gli edifici in stile coloniale situati nel quartiere amministrativo.
  • Il mercato dei feticci dove vengono venduti eclettici assortimenti di ingredienti per pozioni d’ amore e magici intrugli.

Da Lome ci muoveremo alla volta della foresta tropicale che circonda Kpalime dove ci soffermeremo a visitare il mercato ed il centro artigianale.

 

Giorno 3

FORESTA

Una mezza giornata di cammino nella foresta alla scoperta del suo mondo. Sotto la guida di un entomologo locale impareremo a conoscere la farfalle e gli insetti e verremo iniziati all’arte della pittura utilizzando i colori naturali.

Nel pomeriggio ci dirigeremo a Atakpame, tipica città africana eretta sulle colline . Con l’aiuto di piccoli telai, gli uomini della zona fabbricano grandi e colorati tessuti chiamati “Kente”.

 

Giorno 4

DANZA DEL FUOCO

Spostandoci a nord visiteremo qualche villaggio. Una sosta per visitare i mercati che si svolgono una volta alla settimana.
In serata assisteremo alla danza del fuoco. Nel cuore del villaggio un grande fuoco illumina i volti dei danzatori che cominciano a muoversi al ritmo incessante dei tamburi.

I danzatori in uno stato di trance si gettano nelle braci, le raccolgono con le loro stesse mani e le portano alla bocca; spesso le fanno scorrere lungo tutto il corpo senza che esse lascino alcuna ferita e senza mostrare segni di sofferenza.

Possiamo chiamarla prova di coraggio? Autosuggestione? Magia?…E’ difficile spiegare una tale performance.

Giorno 5

LAVORAZIONE DEL FERRO

Oggi ci dirigiamo verso le montagne dove incontreremo  i Bassari che hanno sviluppato, riuscendo a conservarle, antiche tecniche tradizionali di lavorazione del ferro. Ci mostreranno gli altoforni in argilla spiegandoci il processo di fusione del ferro.

Il sapere geologico empirico e la credenza magica si fondono insieme dando vita a questo arcaico metodo di lavorazione che si trasforma in un’esperienza quasi alchemica.

 

Giorno 6

CASTELLI D’ARGILLA

Incontro con la popolazione Kabye. In alcuni villaggi in cima alle colline, le donne plasmano vasi di argilla e gli uomini lavorano il ferro dandogli forma con il fuoco e con l’aiuto di pesanti pietre.

In seguito percorreremo una pista che  ci condurrà all’incontro dei Tamberma, i quali per ragioni di difesa trovarono rifugio in questi luoghi dall’accesso difficile. Grandi  feticci di forma fallica vengono posti all’entrata delle case. Le dimore, di singolare bellezza, hanno forma di minuscoli castelli costruiti su tre piani.

Con il permesso accordatoci dagli abitanti entreremo nelle loro case per comprenderne lo stile di vita.

Una volta attraversato il confine del Benin incontreremo i Betammaribe (alias “Somba”), che condividono con i Tamberma lo stesso spazio ambientale. Come loro costruiscono bei castelli d’argilla, ma da loro si differenziano per alcuni riti iniziatici molto suggestivi.

 

 

 

Giorno 7

 PEUL & TANEKA

Oggi incontreremo i Fulani, chiamati anche Peul, e visiteremo uno dei loro insediamenti.

La  bellezza di queste genti  è proporzionata alla loro lentezza. Strane figure: sembrano essere più lenti di chiunque altro e nello stesso tempo si spostano più di chiunque altro. Il mistero di un popolo che ha imparato a domare il tempo, lo spazio, la storia e la geografia.

Proseguiremo con un’escursione a piedi alla scoperta degli antichi villaggi Taneka .  Questi villaggi sono composti da capanne rotonde con i tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai  giovani iniziati e dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelli di capra e che sempre portano con sé una lunga pipa.

 

Giorno 8

PALAZZO REALE

Dassa, sede di un antico regno fondato da Olofin nel 1385.

La cittadina ospita siti che testimoniano di questa lunga storia. In particolare, faremo una passeggiata sulla collina dei Principi, dove un tempo erano sepolti i re. Il luogo è protetto da altari vudù.

Visita del Palazzo Reale di Abomey, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva tra l’altro le spoglie mortali dei re ed un tempio costruito con argilla mischiata a polvere d’oro e sangue umano.

Giorno 9

VILLAGGIO SU PALAFITTE

Ganvie, esteso villaggio su palafitte.  Gli abitanti dell’etnia Tofinou, costruiscono le loro capanne su pali di teck infissi nel terreno e ricoprono i tetti delle loro abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale di questa popolazione. Nelle piroghe che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l’aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana.
Visita di Ouidah,   considerata una delle capitali del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall’architettura afro-portoghese decadente, coabitano uno di fronte all’altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi rappresentano l’eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera al di fuori del tempo. A Ouidah visiteremo il Tempio dei Pitoni, il forte portoghese, oggi trasformato in museo sulla tratta degli schiavi  e la famigerata “via del non-ritorno” percorsa dai prigionieri prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo.

Giorno 10

SPIAGGE SELVAGGE

Deliziosa giornata in piroga a motore lungo il fiume Mono per scoprire piccoli villaggi dove le donne praticano ancora gli antichi procedimenti di produzione salina.  Soste su spiagge dorate e deserte… Attraversamento di lagune circondate da piccole foreste di mangrovie.

In uno di questi villaggi lagunari assisteremo all’uscita delle maschere Zangbeto.

Grande maschera coperta di paglia colorata, Zangbeto rappresenta gli spiriti non umani, le forze della natura e della notte che hanno abitato la terra prima ancora dell’uomo. I portatori delle maschere appartengono a una società segreta e la loro identità è sconosciuta ai non iniziati.

 

Giorno 11

NEL CUORE DEL VUDU’!

In tutto il litorale del Benin e del Togo il vudù è la religione animista di riferimento, tramandata dagli antenati e ancora praticata con fervore. Quest’esperienza religiosa è molto più ricca e complessa di quanto ritenuto dagli occidentali.

Ci spostiamo in “brousse” alla scoperta di questo culto. Nel cuore del villaggio assisteremo ad una celebrazione vudù. Durante la cerimonia può succedere che tra suoni ossessivi di tamtam e canti ritmici, il tale Vudù s’impossessi di alcuni adepti, dando luogo ad autentiche manifestazioni di trance.

In un altro villaggio faremo visita ad un guaritore.

Arrivo a Lome, dove ognuno sarà libero di godersi il relax sulla spiaggia oppure di dedicarsi agli ultimi acquisti.

Il gruppo avrà a disposizione qualche camera con aria condizionata e bagno privato disponibile in day-use fino alle 18h00.

In serata , ultimo trasferimento all’aeroporto e assistenza al check-in.

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