Viaggio in Togo, Benin: escursioni alla scoperta di foreste e savane

Un viaggiare lento, dolce  e poco invasivo per scoprire la ricca varietà di paesaggi e popolazioni di questa affascinante  regione  del Golfo di Guinea.

In Africa Occidentale, qualche centinaio di metri lontano dalla rotta principale sono sufficienti per incontrare realtà fuori dal tempo. E’ quello che faremo, lasciando i veicoli per addentrarci nel “bush”.

Raggiungeremo la cima del monte Agou, il più alto in Togo con i suoi 986 mt di altitudine. Passeggeremo nella foresta pluviale per conoscerne l’habitat. Saliremo sul Monte Kabye dove i fabbri usano ancora oggi  tecniche ancestrali di lavorazione del ferro. Trascorreremo tre giornate tra le montagne dell’Atakora per incontrare le etnie Tamberma e Somba, che costruiscono le abitazioni come piccoli castelli in argilla. Saliremo verso la collina dei Principi di Dassa dove vengono seppelliti i Re. Percorreremo la “strada degli schiavi” per raggiungere la spiaggia di Ouidah, dove uomini e donne venivano imbarcati sulle navi negriere e ridotti in schiavitù e lungo la spiaggia raggiungeremo minuscoli villaggi di pescatori.  In terra Vudù, anzi nella culla del Vudù, non mancheremo di assistere a cerimonie stupefacenti durante le quali saremo testimoni del profondo stato di trance raggiunto dagli adepti !

  • Durata: 15 giorni
  • Guida parlante italiano
Prezzo da 2190 € Invia la tua richiesta
Giorno 1

NEL GOLFO DI GUINEA (Lome in)

Arrivo a Lome,  assistenza all’aeroporto e trasferimento in hotel. Tempo libero per relax

 

Giorno 2

LOME & VUDU’

Lome è una città ordinata: da una parte il calmo quartiere amministrativo, dove si lasciano ammirare alcuni begli immobili in stile coloniale; dall’altra il vivace quartiere degli affari, dominato dal mercato centrale.
In periferia il mercato dei feticci di Lome, dove sono messi in vendita gli ingredienti dei sacrifici vudù. E’ qui che gli adepti dell’animismo locale vengono a comprare gli elementi necessari per i loro culti.

In tutta la regione del litorale del Benin e del Togo, il vudu è la religione tramandata dagli antenati ed è praticata con fervore.   In un villaggio assisteremo ad una celebrazione vudù. Durante la cerimonia puo’ succedere che tra suoni di tamtam e canti,  questo o quel  Vudù s’impossessi d’alcuni adepti, dando luogo ad autentiche manifestazioni di trance.

In un altro villaggio visita ad un guaritore che cura i suoi  malati con’erbe e sacrifici sui vari altari

Giorno 3

FORESTA PLUVIALE

Mezza giornata dedicata all’incontro con la foresta vergine: la maestosità degli alberi, la calorosa accoglienza delle genti che qui vivono,  l’eco degli animali, il suono dei tam-tam, il tutto immerso nella luce verde smeraldo che filtra dai rami. Saremo accompagnati da un entomologo che volentieri ci istruirà circa le piante e le erbe che gli indigeni utilizzano in medicina nonché in cucina

Giorno 4

PICCO DI AGOU

In mattinata ascensione sulla montagna più alta del Togo, il Mont Agou (986 m). Il sentiero ci condurrà a tipici villaggi abitati da coltivatori di caffè e cacao, attraversando la fitta e lussureggiante foresta.

Giorno 5

DANZA DEL FUOCO

Muovendoci verso nord visiteremo alcuni villaggi presso i quali incontreremo popolazioni che hanno mantenuto forti legami con la terra e le tradizioni degli antenati.

Raggiungiamo Atakpame. Tipica cittadina africana costruita sulle colline, punto di convergenza dei prodotti provenienti dalla foresta limitrofa e importante area dedicata alla coltivazione del cotone e allo smercio di cacao e caffè.

Lavorando abilmente su piccoli telai, gli uomini producono grandi tessuti dai colori vivaci: i kente.

Lungo la strada faremo qualche sosta presso i mercati che si tengono settimanalmente.
In serata la danza del fuoco, festa tradizionale della popolazione Tem del Togo
Al centro del villaggio un gran fuoco illumina i presenti, che danno avvio alle danze al ritmo incalzante dei tamburi. I danzatori in stato di trance si lanciano nelle braci, le prendono in mano e in bocca, se le passano ovunque sul corpo senza riportare alcuna bruciatura né dare segno di dolore.

Coraggio? Autosuggestione? Magia? Difficile spiegare una tale performance.

Forse sono proprio i feticci che proteggono contro il fuoco. Bisognerebbe provare per credere e… credere per provare !

Giorno 6

I FABBRI

Tra Sokode e Kara la strada sale per raggiungere il Faille d’Aledjo, impressionante voragine creata nella roccia dalla dinamite. Intorno a noi verdi colline.

Ascensione al Monte Kabye popolato dall’omonima popolazione. Le loro case vengono chiamate “Soukala” , in pratica un gruppo di capanne unite da un muro. Ogni unità è abitata da una famiglia di tipo patriarcale.

Particolarmente interessante: I fabbri che ancora oggi usano pietre anzichè i comuni martelli. Le donne che producono ceramiche tradizionali e antichi pavimenti decorati con piccoli frammenti di terracotta.

Giorno 7-9

CASTELLI D’ARGILLA

A Kante una pista che attraversa la catena dell’Atakora ci condurrà all’incontro con i Tamberma.

In questo paesaggio di dolci colline e altipiani incontreremo i Tamberma che vivono in abitazioni fortificate. Simili nella forma ai nostri castelli medievali , queste abitazioni rappresentano uno dei più begli esempi di antica architettura africana. Il loro stile impressionò Le Courbusier , che le definì “architettura scultorea” , ed in effetti le case sono costruite a mano, strato su strato , aggiungendo palle di fango che vengono poi modellate sul disegno della casa in una sorta di sensuale gesto che mixa forza, accuratezza ed estetica.

L’attaccamento alle loro tradizioni è dimostrato dalla presenza di grandi santuari di forma fallica posti all’entrata delle case. Con il premesso accordatoci dagli abitanti entreremo nelle case per meglio comprenderne lo stile di vita. In realtà le abitazioni sono una proiezione antropologica e cosmologica : Il primo piano avvolto nell’oscurità rappresenta la morte ed è il luogo degli antenati , il secondo piano aperto al cielo rappresenta la vita ed è il luogo dove le nonne accudiscono i piccoli, fino a quando viene individuato quale antenato è ritornato a vivere nel nuovo nato.

Tutto il cibo e gli animali vengono custoditi all’interno delle case, in modo da garantire la sopravvivenza del gruppo famigliare in caso di attacco nemico. Per secoli queste popolazioni hanno sfruttato il difficile accesso ai loro territori offerto dalla catena dei monti Atakora per difendersi dalla schiavitù praticata dai mercanti musulmani del Nord dell’Africa.

L’area è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Giorno 10

LA MONTAGNA DEI SACERDOTI TRADIZIONALI

Piacevole escursione alla scoperta degli antichi villaggi Taneka,  situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde dai  tetti conici e  protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelle di capra, e dai giovani iniziati. Pare che i primi abitanti, d’origine Kabyé, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti ed i propri riti d’iniziazione, e nello stesso tempo insieme hanno creato istituzioni politiche  e  religiose comuni.

 

 

 

Giorno 11

DANZA DELLE MASCHERE

Arrivo nel pomeriggio a Dassa, sede di un antico regno fondato  nel 1385.

La cittadina ospita diversi siti che testimoniano di questa lunga storia.

Inizieremo con la visita al “cavallo di legno”, regalato nel 1903 da alcuni commercianti portoghesi al re Otetan Adjikin Zomhoun, che si lamentava della morte dei suoi 4 precedenti cavalli.  Passeggiata sulla Collina dei Principi, dove un tempo venivano sepolti i re. Il luogo è protetto da altari vudù e infatti non mancheremo di notare la presenza di diverse statue e feticci oltre a tracce di rituali recenti.

Se previsto: nel tardo pomeriggio assisteremo all’uscita delle incredibili maschere Egun

 

Giorno 12

PALAZZO REALE

Ci spostiamo verso Abomey. Visita al Palazzo Reale i cui muri sono decorati con simboli degli antichi re del regno di Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva documenti e oggetti rituali della corte. Vi si trovano le grandi tombe che accolsero le spoglie dei re e un tempio in argilla mischiata a polvere d’oro e sangue umano. Il regno di Dahomey, una volta fiorente, stabilì le basi del suo potere su uno stato di guerra permanente che gli permise di catturare prigionieri da destinare al commercio degli schiavi. L’esercito reale era formato soprattutto da truppe femminili, che si caratterizzavano per l’audacia e la bellicosità.

Incontro con la storica comunità dei fabbri, che per secoli servì i re del Dahomey ed i loro eserciti.

Se previsto: assisteremo al festival delle maschere  Gelede

Giorno 13

VILLAGGI SU PALAFITTE

Partenza, a bordo di barche motorizzate,  per Ganvie, esteso e delizioso villaggio su palafitte. Gli abitanti costruiscono le loro capanne su pali di teck e ricoprono i tetti delle abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l’attività principale di questa popolazione. Nelle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l’aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana. E’ in piroga che gli uomini vanno a  pesca e le donne mettono in mostra le merci da vendere al mercato. I bimbi raggiungono la scuola in piroga, ed è in piroga che si canta accompagnando il ritmo delle pertiche…

Passeremo la notte presso una graziosa guest house su palafitta.

La notte a Ganviè è un’esperienza unica: centinaia di lampade ad olio fendono l’oscurità, il silenzio è interrotto dai saluti che la gente si scambia incontrandosi lungo la “strada d’acqua” mentre i giovani si intrattengono e si frequentano da una canoa all’altra.

 

Giorno 14

OUIDAH

Un’ultima escursione in piroga a Ganvie e ritorno sulla terraferma.

Ouidah è considerata una delle capitali  del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall’architettura afro-portoghese decadente coabitano uno di fronte all’altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole… il battito lontano delle onde sulla spiaggia… il ritmo dei tamburi rappresentano l’eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un’atmosfera al di fuori del tempo.  Visiteremo il Tempio dei Pitoni, il forte portoghese, trasformato in museo sulla tratta degli schiavi ; la via del non-ritorno percorsa dai prigionieri prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo.

Se previsto:   festival Vudù di Ouidah oppure  Petatrotro Festival.

Giorno 15

RELAX

Tempo libero ibero per un po’ di relax sulla spiaggia oppure, a scelta, un po’ di shopping. Molti sono i luoghi che potremo visitare a questo scopo e i nostri veicoli saranno a vostra disposizione per aiutarvi a trovare:  gallerie di antiquariato dove acquistare pezzi di arte tribale, negozi di artigianato,  gallerie di arte contemporanea che espongono i dipinti della “scuola togolese”, molto apprezzati dai galleristi europei e statunitensi, ed ancora negozi che propongo oggetti di arte popolare, per esempio le coloratissime e divertenti  insegne pubblicitarie dei coiffeurs di strada, etc.

In serata ultimo trasferimento all’aeroporto

 

Modulo richiesta
  • Inserisci un valore compreso tra 1 e 50.

Altri viaggi che potrebbero interessarti