Viaggiare in Ghana:

festa dell'Akwasidae

foto di Bruno Zanzottera e testi di Alberto Nicheli

 

AKWASIDAE, FESTA A PALAZZO

 

Gli Ashanti del Ghana appartengono al grande gruppo etnico Akan, di cui ne condividono la cultura.

 

Il calendario akan è diviso in mesi della durata di circa 40 giorni. L'inizio del mese akan è un importante giorno di festa chiamato Akwasidae. Nella mattina dell'Akwasidae si celebrano delle solenni celebrazioni al palazzo reale del re degli Ashanti.

 

 

Il cerimoniale segreto

Una parte del cerimoniale è segreto e celebrato esclusivamente dal re, accompagnato solo da un ristrettissimo gruppo di iniziati. Questa cerimonia si svolge nella stanza degli stool (scranni, sgabelli). In questa stanza, sempre chiusa e custodita, vengono conservati gli stool di tutti i re precedenti indietro fino al fondatore della dinastia, il re Osei Tutu.

Gli stool sono gli scranni (sgabelli) tradizionali posseduti da ogni persona di rango. Gli stool rappresentano i loro proprietari, ed alla morte dei proprietari divengono il supporto materiale, l'altare dell'anima dei morti, su cui vengono offerte le libagioni sacrificali del culto degli antenati,

L'offerta a tutti gli antenati della dinastia ashanti ha una duplice funzione: quella di domandare la protezione per il mese entrante e quella di rinnovare la continuità e la legittimità storica del reame, dalle origini fino ai nostri giorni.

L'accesso a questa stanza è strettamente riservato al re e a pochi fedelissimi perchè un attacco a questi stool metterebbe simbolicamente in pericolo l'unità storica, culturale della casa reale e l'identità stessa dell'intera nazione ashanti.

 

 

La festa

Esiste anche una parte più "ufficiale"della festa Akwasidae. A questa cerimonia interviene tutta la corte, numerosi capi di territori limitrofi, ed ognuno teoricamente vi può accedere purché sia presentato da qualcuno introdotto a corte.

 

La parte ufficiale si svolge in genere in una delle corti interne al palazzo reale.

Al centro, sotto un grande ombrello di drappi colorati, siede il re in atteggiamento regale e distaccato, vestito in panni tradizionali, riccamente ornato di pesanti antichi monili d'oro massiccio. I suoi piedi calzano sandali con decorazioni in oro ed appoggiano su uno speciale sgabello di pelle a cui sono appesi numerosi talismani (i piedi del re non devono mai toccare la terra, pena la perdita del suo potere). Davanti a lui uno stretto corridoio formato da due ali di cortigiani con diverse funzioni: portatori di spade rituali dall'impugnatura dorata, portatori di chiavi simboliche, guardie armate di antichi fucili ad avancarica, portatori di grandi ventagli di piume di struzzo. Il corridoio è aperto da due guardie armate di lunghi coltelli che si chiudono incrociandosi davanti a chi tenti di accedere al re. I coltelli si apriranno esclusivamente all'ordine del capo cerimoniale (il regista della cerimonia) che permette solo ad alcuni di potersi avvicinare.

Accanto al re siede il linguist o interprete impugnando un bastone sormontato dai simboli reali. Nessuno parla direttamente al re, ma al linguist che ripete al re e rimanda la risposta che sua maestà gli bisbiglia all'orecchio.

Tutto intorno siedono nobili, dignitari, ministri, sacerdoti: più vicini al re i più importati e più lontani i meno. Se avete la grande fortuna di essere invitati a palazzo potrete misurare la considerazione in cui vi si tiene dalla vostra distanza dal re. Fate attenzione a non sedervi mai al posto assegnato ad un altro. Vorrebbe significare la vostra volontà a usurpare il suo posto nella gerarchia della corte.

 

La cerimonia consiste in uno sfilare di griot, cantastorie che raccontano atti eroici dei re precedenti, lodi al re attuale, proverbi ed anche incitamenti a comportarsi come un re valoroso. Dignitari portano doni. Suonatori di stupendi tamburi in pelle di elefante e di noks, trombe ricavate in zanne d'avorio; corpulenti danzatrici in panni rossi dalle mosse morbide ed aggraziate che eseguono per il re danze a chiaro significato erotico; poi una piccola corte composta solo da donne viene a salutare il re: è la corte della regina madre, che vive in un palazzo a parte. Gli Ashanti sono matrilineari. Ciò significa che la nobiltà si eredita solo per via materna. Quindi il re non è figlio di un re ma di una sorella di un re. La regina madre (la fattrice di re) gode di grandissimo rispetto e di un potere che non esercita direttamente ma che legittimizza il potere stesso del re.

 

Alberto NICHELI