SENEGAL e GUINEA BISSAU novembre 2016

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Emilie ci racconta la sua esperienza del suo viaggio con noi…

Il tutto, in Africa, si amplifica: chissà se ce la farò fisicamente, chi sono gli operatori che offrono il viaggio, saranno affidabili, riusciranno a garantirmi il supporto tecnico, gli spostamenti, la possibilità di conoscere il territorio come un viaggiatore, la comunicazione, sono seri, conoscono effettivamente i luoghi, dove sto andando a dormire? Leggi il programma “SENEGAL e GUINEA BISSAU” proposto da TransAfrica e immagini, parti e mentre viaggi per 2 settimane, ogni giorno fino al rientro, sei sempre più convinto:

SENEGAL&GUINEA BISSAU? Un’esperienza SUPERIORE a QUALSIASI ASPETTATIVA!

Certo ognuno ha la sua percezione, il suo modo di vedere luoghi-paesaggi-persone ma questo viaggio ti permette di guardare veramente: la Dakar dei pescatori dall’alto della terrazza al risveglio dal primo pernottamento, alberi sconosciuti aspettando i tempi africani di apertura del museo, una libreria fornitissima in una Saint Louis ex francofona sconquassata che, oltrepassato il secondo canale ti offre tutta la sua indipendenza africana mentre la percorri con un calesse, sopraffatto da colori, volti, ozio, fierezze, odori, piroghe, animali, status e vita.

Non fai in tempo ad adagiarti che ritorni in città e questa volta prendi un traghetto verso il sud, efficiente puntuale e con un’ottima cena a bordo, dopo aver visto come il tempo si è ripreso la pace nell’isola della deportazione; di nuovo la tua strada e d’acqua e ti accompagna Tapis un angelo diola locale, tra mangrovie sul fiume Casamance, scale verso capanne sugli alberi, la determinazione dei suoi amici, mentre faticosamente affondi i tuoi piedi nella sabbia delle rive per raggiungerli (non sono sabbie mobili, semplicemente ti avvolgono i piedi, costringendoli a scalzarli da scarpe inutili).

So che ti stai chiedendo incredulo che sia impossibile che nulla mi abbia infastidito!

Lui coriaceo e fiero come i granchi violinisti che affollano le sponde dei canali, insieme a suo figlio; orgoglio e futuro a cui insegnare un mestiere, quello della sopravvivenza: al pari delle enormi tartarughe che con lenta determinazione abbiamo trovato in un plenilunio, intente a scavare e deporre uova dal guscio delicato, mentre in senso contrario altri giovanissimi dal carapace fragile, vispi e veloci con un istinto atavico conquistavano l’acqua, lasciando sensi alternati di marcia, guidati da misteri del cosmo.

Non ti adagi mai perché questa TransAfrica ti sveglia con nuove sorprese, superiori all’aspettativa del programma che, prevedeva la visita degli ippopotami dopo una passeggiata punzecchiato dalle canne che ti utilizzano come transfert per spargere altrove i loro semi, immerso fino al collo negli spazi che non potevi immaginare, perché necessitano di essere percorsi. Ma non finisce lì, perché mentre riprendi fiato sulla piroga del capitano, raggiungi l’altra sorpresa che ti aspetta su un’apparente spiaggia magnifica e deserta? Perdonami, non posso dirtela (altrimenti ti rovino la sorpresa!) ma, te ne parlo in modo da poterci confrontare al tuo rientro! Per comprendere il tuo punto di vista, la tua esperienza, la mia iperbole oppure, semplicemente le nostre diverse esperienze durante questo viaggio da provare.

Non te ne accorgi ma sei pronto per il volo di rientro, pienamente soddisfatto, soprattutto della discreta presenza del tuo accompagnatore, dei servizi mantenuti, del presidio e della capacità di sostenere e rilanciare piccoli imprevisti, come l’impegno del capo del villaggio animista o il cerimoniale durante la visita ufficiale al re del villaggio che mi ha improvvisato delegata dallo Stato Pontificio o ancora, l’attesa del capo villaggio splendido pescatore con un unicorno, punto di contatto verso la terra, per roteare e animare le alghe palustri del magnifico costume sacro.

Un ‘esperienza da vivere anche da partendo sa soli con quel bagaglio ingombrante di paure che, si alleggerisce in compagnia di questo operatore e del suo staff locale che non ti annoiano, stancano, disturbano mai, disponibili e affidabili; ripeto, superiori a qualsiasi aspettativa, anche primaria come dormire e mangiare: ottimi come lo spezzatino di gazzella, in sostituzione di un pranzo al sacco dimenticato, nel retro bottega della Guinea con il pappagallo multicolor che saliva e scendeva indisturbato ed educato dalla scala lignea della casa. Un grazie a Francisca la guida che vi auguro d’incontrare, scegliendo questo viaggio.

Emilie in Senegal