Ulteriori Informazioni – Senegal

Il Senegal, paese che ha tanto da offrire al viaggiatore. Si comincia con Dakar, vivace e grande metropoli africana che fu “la capitale” intellettuale e culturale dell’Africa Occidentale Francese. Davanti a Dakar, l’isola di Gorée, che tristemente fu punto di raccolta degli schiavi destinati alle Americhe. Di quell’epoca si conservano ancora numerose vestigia. Oggi l’isola è divenuta meta di escursione non solo per la sua storia, ma anche per il clima gradevole, sempre rinfrescato dalla brezza marina e per i numerosi e simpatici ristorantini e boutique.

A nord, al confine con la Mauritania il Parco di Djoudj ,“oasi naturale” composta da centinaia di chilometri parzialmente inondati, una sorta di “paradiso umido” a ridosso del deserto. Il parco, dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco, è abitato da oltre un milione di uccelli sia stanziali sia migratori che qui nidificano.

Sempre a nord Saint Louis, che fu edificata su due grandi isole tra il fiume Senegal e l’oceano . Questa vivace cittadina merita un’attenzione particolare per la sua storia e le sue atmosfere coloniali. La città, a ridosso dell’estuario del fiume Senegal, fu un avamposto della penetrazione coloniale francese. Il modo migliore per scoprire le viuzze coloniali e i quartieri dei pescatori è in calesse, mezzo di trasporto ancora in voga presso la popolazione.

A nord, nella savana, vivono comunità di Peul, i più grandi allevatori dell’Africa Occidentale. Possiedono una grande diversità di tradizioni ma si riconoscono tutti nel comune culto della bellezza, che peraltro ben si addice ai loro fini lineamenti nilotici.

La maggioranza della popolazione del Senegal è musulmana. Punto di riferimento è la città sacra di Tuba dove vivono circa 500.000 seguaci della confraternita dei Muridi. Durante il principale pellegrinaggio chiamato Grand Magal, la città attrae da uno a due milioni di pellegrini. I suoi abitanti sono molto accoglienti e fieri di mostrare le loro moschee.

A sud della Gambia, che si incunea nel Senegal, si trova la regione della Casamance, a prevalenza animista e cattolica. Di particolare interesse le architetture d’argilla dei Diola. Case a impluvio, autentiche costruzioni “fortificate”, dove l’armonia delle forme e la fusione dei materiali tradizionali (legno e argilla) ne fanno un bell’esempio di “architettura sculturale”.

APPROFONDIMENTI

l Senegal è uno Stato dell’Africa Occidentale, con capitale Dakar.

Il suo territorio si estende per circa 200 000 km² nell’estrema parte occidentale dell’Africa sudanese, sulla sinistra idrografica del fiume omonimo e sui bacini idrografici di alcuni fiumi minori; ad ovest si affaccia sull’oceano Atlantico. Il territorio senegalese si estende nel cosiddetto Sahel, la zona di transizione fra le regioni aride sahariane e quelle umide dell’Africa guineana. Circonda quasi interamente lo Stato anglofono del Gambia, che si estende lungo l’omonimo fiume.

Secondo una stima del 2014 la popolazione del Senegal ammonta a 13 milioni di abitanti, e la densità di popolazione è intorno a 64 abitanti/km². La popolazione si addensa dove sono migliori le condizioni ambientali, vale a dire lungo la fascia costiera e nell’immediato entroterra; l’interno, in buona parte arido o semi-arido, vede un popolamento più rado, addensamenti sono solo lungo il corso dei fiumi, dove maggiori sono le disponibilità idriche. La maggiore città del paese è la capitale Dakar, che conta circa 2,6 milioni di abitanti e concentra una buona parte della popolazione urbana del paese.

La popolazione senegalese è costituita da diversi gruppi etnici, predominante è quello dei wolof, che costituisce circa il 43% della popolazione. La lingua costituisce una sorta di lingua franca nazionale insieme al francese.

Popolazione: 13,635,927 (stima luglio 2014)

Capitale: Dakar

Area: 196,722 km2

Lingue: il francese è la lingua ufficiale; Wolof, Pulaar, Jola, Mandinka sono le altre lingue più diffuse.

Festa nazionale: 4 aprile

Fuso orario: GMT

Prefisso telefonico internazionale: +221

Valuta : Franco CFA

Gruppi etnici: Wolof 43.3%, Pular 23.8%, Serer 14.7%, Jola 3.7%, Mandinka 3%, Soninke 1.1%

Gruppi religiosi: 94% Mussulmani, 5% Cristiani, 1% animisti

Passaporto: con validità residua di almeno 6 mesi dal momento dell’ingresso nel Paese, e comunque estesa per tutta la durata del soggiorno.

Vaccinazioni obbligatorie: febbre gialla

Visto d’ingresso: non necessario

Presidente: Macky Sall

STORIA

Tracce di attività neolitica sono presenti su quasi tutto il suo territorio. Ci sono molti ritrovamenti che lo dimostrano. L’epoca protostorica segna la comparsa dei metalli nella vallata del Senegal, con depositi contenenti antichi forni da fusione con i loro camini, e tombe a tumulo.

La formazione dei primi regni conosciuti si registra a partire dal VII secolo, in particolare il Jolof, che avrebbe avuto lontane parentele con l’Impero del Ghana, suo vicino orientale.

L’Islam, religione oggi dominante nel Senegal, praticata da più del 90% della popolazione, arrivò nell’XI secolo, ma si impose solo tra i peul (fulani) a est e i toucouleur (tukrè) a nord, lungo il fiume Senegal. Il resto del Senegal rimase animista sino al 1800.

Il primo insediamento stabile di europei, portoghesi, fu sull’isola di Gorée di fronte a Dakar, nel 1500: qui i portoghesi potevano comprare dal popolo dei Wolof, l’etnia dominante in Senegal, gli schiavi che gli stessi Wolof avevano rapito o comprato più all’interno. Gorée divenne quindi olandese, continuando pacificamente i suoi commerci coi Wolof, finché non fu acquistata dai francesi. Nel 1659 il Senegal divenne francese e questi fondarono la città di Saint-Louis che diventò la prima capitale del Senegal e successivamente capitale dell’Africa Occidentale Francese (AOF). Nel 1677 i francesi occuparono anche l’isola di Gorée e fecero del Senegal uno dei principali centri africani della tratta degli schiavi. I francesi trovarono estremamente affidabili i Wolof, tanto da assegnare loro compiti rilevanti all’interno della gestione delle colonie africane, nella pubblica amministrazione.

Nel 1904 la capitale dell’Africa Occidentale Francese, eretta colonia autonoma, divenne Dakar. Nel 1914 gli africani residenti nelle città di Dakar, Gorée, Rufisque e Saint-Louis ricevettero la cittadinanza francese ed elessero i loro deputati alla camera francese. Nel 1946 il Senegal entrò a far parte del territorio francese e la cittadinanza fu estesa a tutti i senegalesi. Nel 1958 il Senegal ottiene lo statuto di repubblica autonoma e nel 1960, dopo aver ottenuto l’indipendenza piena, il Senegal ed il Sudan francese (attuale Mali) si fusero a formare la Federazione del Mali che divenne completamente indipendente il 4 aprile 1960. La federazione tuttavia non resse alla decolonizzazione e, già il 20 agosto 1960, Senegal e Sudan francese dichiararono la propria indipendenza.

Léopold Sédar Senghor venne eletto primo presidente del Senegal, nel settembre 1960, restando al potere per i successivi 20 anni. Nel 1981 Senghor si ritirò dalla vita politica del paese e la presidenza passò al suo successore Abdou Diouf. Negli anni novanta Diouf si impegnò per riportare il paese ad una vita democratica: nelle elezioni presidenziali del 2000 il leader dell’opposizione Abdoulaye Wade riuscì a sconfiggere Diouf; nel 2007 Wade fu riconfermato alla presidenza dal popolo senegalese. Nel 2012 Macky Sall sconfisse il presidente uscente e divenne il quarto presidente del Senegal.

Geografia e clima

Il territorio è in gran parte pianeggiante. In piccola parte presenta rilievi montuosi di origine vulcanica. I fiumi più importanti sono il Senegal, che segna il confine settentrionale, il Gambia e il Casamance; gli altri hanno carattere torrentizio. A nord le coste sono basse, a sud sono costellate di lagune.

Il clima è caldo e tropicale, con una stagione secca e una umida; la zona nord-orientale confina con il Sahel e rischia di seguire il suo destino di siccità: il Senegal è, infatti, uno degli stati più minacciati dalla desertificazione.

Economia

Principali prodotti agricoli e di allevamento: arachidi, miglio, mais, sorgo, riso, cotone, pomodori; bovini, animali da cortile, suini; pesce

Principali prodotti industriali: trasformazione del pesce, estrazione di fosfati, produzione di fertilizzanti, raffinazione del petrolio, zircone, miniere d’oro, materiali da costruzione, costruzione e riparazione navale

Principali prodotti di esportazioni e partner: pesce, arachidi, prodotti petroliferi, fosfati, cotone verso Mali, Svizzera, India, Guinea, Francia.

Principali prodotti di importazione e partner: cibo e bevande, beni strumentali, combustibili da Francia, Nigeria, Cina, Olanda, India, Spagna.

PIL pro-capite: 2.300 $ (stima 2014)

Il Senegal è un paese in via di sviluppo, ma data anche la maggior stabilità politica e sociale, la sua economia è più sviluppata rispetto a quella dei paesi vicini. Numerosi sono gli investimenti di capitali stranieri, soprattutto francesi. In passato, fino a una ventina d’anni fa, la coltura principale era quella delle arachidi; adesso si sono sviluppate altre coltivazioni alimentari e la pesca, che hanno dato impulso allo sviluppo recente dell’industria: oleifici, impianti per la lavorazione del pesce, dello zucchero e della birra. Particolarmente importanti sono le piantagioni di cotone e di canna da zucchero. L’agricoltura di sussistenza fornisce miglio, mais e manioca ma non è sufficiente a sfamare una popolazione in rapida crescita. Consistente è l’allevamento di bovini, caprini e ovini. Il sottosuolo fornisce fosfati, minerali di titanio e recentemente sono stati trovati importanti giacimenti petroliferi. Le industrie principali sono quelle alimentari e tessili; in crescita l’industria chimica, meccanica e delle calzature.

Trasporti

Discrete sono le reti stradale (14.576 km di cui 4.271 asfaltati) e ferroviaria (922 km).
La principale linea ferroviaria è collegata con Bamako (Mali).

Nella capitale, Dakar, ed in poche altre zone abitate del Senegal, operano aziende pubbliche e private che gestiscono i trasporti urbani, suburbani ed interurbani esercitati con autobus.

La nazione dispone di 897 km di acque fluviali navigabili, appartenenti ai fiumi Senegal (785 km) e Saloum (112 km).
Principali aeroporto e porto sono a Dakar.

Cucina

La cucina senegalese è considerata tra le migliori di tutta l’Africa: usando diverse combinazioni di alimenti e molte spezie, la cucina senegalese ottiene un miscuglio di sapori, odori e colori che la rendono ricca e variegata.

Per gli abitanti del Senegal i pasti rappresentano momenti importanti di condivisione, solidarietà e incontro, tant’è che è abitudine mangiare tutti insieme, seduti su un tappeto intorno allo stesso vassoio, che contiene porzioni per sei fino a dieci persone.

La base dell’ alimentazione senegalese è costituita da cereali, di cui, oltre il miglio, il più diffuso è il riso, importato dai coloni francesi alla fine del XIX secolo, consumato e coltivato in tutto il Senegal. Nella parte meridionale del paese e nella Casamance si coltiva il fonio, un cereale dal sapore delicato, conosciuto per le sue qualità nutritive e terapeutiche contro il diabete; anch’esso, come il miglio, viene preparato come cous cous.

Il Senegal è uno dei paesi dell’Africa Occidentale in cui si consumano più legumi. Le arachidi, ad alto contenuto di proteine e niacina, vengono consumate principalmente tostate, ma possono essere mangiate fresche o fatte seccare, fatte bollire o ridotte in pasta per ottenere il burro di arachidi, usato come componente nelle salse di diversi piatti tradizionali, ad esempio il mafé.

Il gombo o kandia è un legume che viene raccolto prima della completa maturazione, quando è ancora verde. Il suo aspetto è simile a quello di un peperoncino allungato; può essere consumato fresco o fatto essiccare per conservarlo meglio. Il gombo viene utilizzato come componente del Soupe Kandja.

I niébés, dal sapore dolce, sono fagioli piccoli bianchi e neri e sono definiti “la carne dei poveri”. Vengono usati sia per arricchire i sughi, sia fritti nell’olio accompagnati da salsa di cipolle sia per fare delle saporite polpette da mangiare con il sugo di pomodoro, le cipolle e il peperoncino. Il diakhatou è una specie di melanzana amara, verde o gialla, usata come ingrediente nelle salse o nei piatti tradizionali.

Dal 1990, in Senegal è stato dato grande impulso alla pesca, cosa che ha reso il pesce una risorsa importantissima sia dal punto di vista economico che alimentare. Pesci e crostacei vengono usati nella preparazione di piatti tradizionali come il Thiebou dien o la Soupe Kandja.

La carne può essere cotta alla griglia o in padella con vari sughi, fatta affumicare o marinare con spezie e succo di limone. È usata soprattutto la carne di mucca, di agnello, di pecora o di pollo, mentre quella di maiale è rara, essendo il Senegal un paese a maggioranza musulmano.

Il frutto più diffuso in Senegal, oltre alla banana, è il mango. Può essere consumato fresco, secco o come succo di frutta.

Media

Il panorama mediatico senegalese è caratterizzato da una forte concentrazione nelle mani di gruppi come Walf, Sud Communication, Avenir Communication, Futurs Médias, D-Média1…

Malgrado ciò, la stampa e le TV hanno grandi problemi finanziari. L’indipendenza e la pluralità sono dunque minacciate, anche se la legge del 1996 stipula che è proibito possedere più di tre organi di comunicazione per un senegalese, e non più di uno per uno straniero.

I media hanno un’istanza di regolazione: il « Conseil national de régulation de l’audiovisuel », diretto dal 2012 per la prima volta da un giornalista: Babacar Touré.
La prima televisione ha cominciato ad emettere nel 1963, con l’aiuto dell’UNESCO, ma una programmazione regolare ha cominciato solo nel 1965. Oggi la RTS (Radio-Télévision sénégalaise) non ha più il monopolio. Altre TV sono nate : 2sTV, RDV, WALF TV, SN2, TFM, TOUBA TV, 2S Racines, RDV MUSIC; SENTV TSL AFRICA7,LCS.

EDUCAZIONE

In Senegal, nonostante lo sviluppo delle strutture scolastiche tra le migliori dell’Africa occidentale, rimane ancora molto elevato il tasso di analfabetismo, che raggiunge in media il 59,8%. Si tratta di un dato puramente teorico, che varia in base all’età, al sesso, alla regione, persino all’etnia o al quartiere, nel caso di Dakar. Si può parlare del sistema scolastico del Senegal come di una piramide rovesciata: notevole la qualità dell’istruzione superiore, mentre ancora non molto sviluppata, in particolare nelle aree periferiche o rurali, l’istruzione primaria. Nonostante la politica di controllo dell’accesso alla scuola secondaria, diffusa è la disoccupazione intellettuale e la formazione professionale è ancora poco adattata alla realtà locale.

L’istruzione universitaria in Senegal è ben sviluppata, sia in ambito scientifico che umanistico, ed è impartita nei de Poli Universitari principali: a Dakar presso l’Université Cheikh Anta Diop ed a Saint-Loluis presso l’ Université Gaston-Berger. La percentuale degli studenti che accede all’Università non arriva al 10% degli studenti che intraprendono la carriera scolastica e si riduce ancor più negli anni successivi per le difficoltà a coprire le spese del materiale di studio, di vitto ed alloggio.

SALUTE

Aspettativa di vita:

  • totale 61 anni
  • Uomini: 59
  • Donne: 63

Struttura per età:

  • 0-14 anni: 42.5%
  • 15-64 anni: 20.5%
  • 25-54 anni: 30.4%
  • 55-64 anni: 3.8%
  • 65 anni e più: 2.9%

Età media: 18,4 anni

Tasso di mortalità alla nascita: 52/1000

Affetti da AIDS sul totale della popolazione: 0.46%

Personale sanitario: medici: 0.06/1000 abitanti

Budget investito per la salute: 4,2% del PIL

MUSICA

Il patrimonio musicale senegalese è fra i più conosciuti d’Africa, grazie alla popolarità del mbalax, che è un genere di musica a percussioni wolof, reso celebre da Youssou N’Dour.

La musica senegalese prende origine nei canti dei griot, che cantavano la gloria dei re e delle loro corti. All’arrivo dell’Islam, i musulmani s hanno prodotto testi che sono poi diventati preghiere cantate.

Un’istituzione a Dakar, il Teatro nazionale Daniel Sorano, riunisce illustri artisti, come il grande poeta e griot Ndiaga Mbaye, che ha integrato l’istituzione nel 1966.

La generazione seguente di musicisti si ispira dalla tradizione dei griot, dandole uno stile più moderno..