BENIN Visita il Benin con TransAfrica

Repubblica del Benin

Superficie: 112.620 kmq
Popolazione: 7.460.025 abitanti (tasso di crescita demografica 2,8%)
Capitale: Porto Novo (237.100 abitanti)
Popoli: 99% fon e adja, yoruba, bariba, betamaribé, fulani e altri 36 gruppi etnici minori; europei
Lingua: francese (lingua ufficiale), fon, yoruba e altre 50 lingue tribali
Religione: 50% animista (vudù), 20% musulmana, 30% cristiana
Ordinamento dello stato: repubblica presidenziale
Festa nazionale: 1° agosto

Piccolo paese affacciato sul Golfo di Guinea tra Togo e Nigeria, ha molti aspetti da scoprire: offre una visione autentica della savana africana e in più tutta una serie di quelle curiosità naturalistiche e antropologiche che si possono riassumere in una parola: charme.

A cominciare dalla straordinaria presenza delle donne, la cui emancipazione sociale è di lunga data: la loro ‘grinta’ era nota già nel secolo scorso, per le armate d’Amazzoni guerriere al servizio del re d’Abomey. Ma ancora oggi il loro carattere forte le aiuta negli affari, e lo si vede soprattutto nei mercati, dove regnano come patrone indiscusse, giocando sulla prestanza fisica, la naturale autorevolezza e la magnificenza del proprio abbigliamento. Ognuna ha il proprio modo di abbigliarsi: utilizzando fino a dieci metri di coloratissimi tessuti riescono a creare degli abiti che si modellano sul loro corpo conferendo loro una ammirevole sontuosità.

Il Quartiere Latino dell'Africa

Per non trovarsi in… situazioni d’inferiorità rispetto alle donne, gli uomini tendono a frequentare assiduamente le scuole e spingono i figli a ottenere un buon livello culturale, al punto che il Benin si è guadagnato la nomea di Quartiere Latino dell'Africa. E anche prima dell'indipendenza, avvenuta nel 1960, la maggior parte dei funzionari, dei segretari, degli insegnanti e infermieri dell'Africa Occidentale francofona provenivano dal Benin (allora Dahomey) o dal Togo.

È da qui che nasce forse il desiderio d'emancipazione e la propensione al dialogo che si nota negli uomini come nelle donne e addirittura nei bambini più piccoli. Non a caso il popolo del Benin è sempre stato ritenuto un popolo particolarmente intelligente e 'sveglio'.

Nella terra del Vudù

A Ouidah, 40 km a ovest di Cotonou, la città più importante e popolosa, restano tracce della presenza dei colonizzatori stranieri, a cominciare dai primi portoghesi, ma la città è tipicamente e profondamente africana. E' ritenuta la capitale religiosa del paese per le numerose feste che vi si svolgono, celebrate con canti, tamtam e strane danze che testimoniano ancora come le credenze e le tradizioni autoctone siano vive e non siano state contaminate.

E' nei villaggi situati tra Abomey e Ouidah che è nato il vudù, di cui i neri abitanti dei Caraibi, condotti oltre oceano come schiavi fin dal secolo XVI, hanno conservati i riti. I feticheur di Ouidah godono di grande fama e il Tempio dei Pitoni sacri, nonostante le ridotte dimensioni, ospita un feticcio ancora molto venerato.

Altri luoghi di interesse sono la cattedrale che si affaccia sul tempio di Dangbe e il museo installato nella costruzione del vecchio forte portoghese. Il mare si trova a soli 4 km dalla città, con una spiaggia di sabbia finissima da percorrere all'ombra di freschi palmeti.

Villaggi sull'acqua

Le brevi escursioni a partire dalle città costiere offrono diverse possibilità; ma la più classica e affascinante è quella che conduce in piroga verso i villaggi lacustri, in particolare quello di Ganviè. Si tratta di un villaggio interamente costruito su palafitte di bambù che affiorano dal'acqua a pochi metri di distanza le une dalle altre. La visita è un'occasione non solo per ammirare l'ingegnosità del complesso ma anche per entrare in contatto con la realtà di vita degli abitanti. I pescatori sono molto accoglienti e amano mostrare il loro sistema di pesca quello usato per affumicare il pesce proprio accanto alle loro abitazioni. E ne approfittano per mostrare ai visitatori qualche oggetto d'artigianato di loro produzione.

Abomey tra mito e arte

Abomey è prima di tutto il palazzo-museo dei re di un popolo valoroso. Ben restaurato, vi si effetuano visite guidate durante le quali si possono ammirare gli oggetti appartenuti agli ultimi re, Guezo e Behanzin, e scoprire la storia di una dinastia che risale alla fine del XVI secolo, con tutte le sue vicissitudini: le interminabili guerre contro i Nago dell'est, lo splendore delle corti, le leggendarie guerriere amazzoni.

Il palazzo è una testimonianza viva dell'arte del Benin e ne conserva diversi esempi: bassorilievi scolpiti, statue, mobili, troni, scettri, arazzi, ricami, oggetti in vimini, bronzo e rame. Ma per meglio collegare il presente al passato del paese bisogna anche fare un giro nel palmeto del palazzo, dove i bambini giocano rincorrendo maialini e piccole caprette, e nei villaggi vicini dove la semplicità non impedisce un certo comfort.

A Nord di Abomey, i palmeti lentamente lasciano spazio alla savana, non di densa foresta o di steppa piatta ma con un accenno di vegetazione punteggiata da colline nere al fianco delle quali si adagiano piccoli villaggi.

Castelli d'argilla

Seguendo la catena dei monti dell`Atakora si giunge nel paese dei Somba, parola che indica una serie di etnie conosciute come Tamberma, Betammaribe, Bessoribe, Betiabe, Wama, tra le quali è difficile fare distinzioni. Elementi comuni sono le “tata” , le case a forma di piccoli castelli a diversi piani, circondate da campi coltivati. Costruite in argilla e fango, la loro architettura è così ingegnosa che hanno incantato persino il grande architetto Le Courboisier.

Queste popolazioni hanno trovato rifugio, nei secoli, in questi territori dall'accesso difficile. Praticano ancora la caccia con l'arco e mantengono le proprie tradizioni: per loro un uomo è tale solo se ha percorso un lungo cammino d'iniziazione e se diviene proprietario di una “tata” tradizionale. Le belle scarificazioni che adornano il viso e il ventre mostrano chiaramente quale sia il prezzo da pagare per essere considerati adulti...

 


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Viaggi con partenza unica Inizio Fine

In Ghana Togo Benin con il fotografo


Ghana - Togo - Benin • 11 giorni

Primo di una serie di viaggi con il fotografo: Sergio Ramazzotti, giornalista, scrittore, fotorepoter del gruppo Parallelo Zero, accompagna i partecipanti alla scoperta non solo di tre paesi meravigliosi, ma anche di come si fotografa in viaggio!

Undici giorni per assistere alle grandi feste tradizionali che si svolgono in Benin, Togo e Ghana, e per incontrare etnie interessantissime, dai Krobo agli Ashanti.

Un'occasione straordinaria, un viaggio unico e imperdibile!

Viaggio Speciale

descrizione

 

Accra

 

dal

 

23/10/2008

 

Cotonou

 

al

 

2/11/2008


Viaggio nella magia - Speciale Ouidah

 

Descrizione ViaggioTogo - Benin • 8 giorni

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Partenza speciale dedicata al festival vudù a Ouidah.

Viaggio Speciale

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Lome

 

dal

 

3/1/2009

 

 

Lome

 

al

 

10/1/2009

 

 


Viaggi con diverse partenze Inizio Fine

Viaggio nella magia

 

Descrizione ViaggioTogo - Benin • 8 giorni

Una settimana dedicata ai due paesi affacciati sul Golfo di Guinea, piccoli eppure ricchissimi dal punto di vista culturale, particolarmente adatto per chi vuole avere un primo contatto con l’Africa occidentale.
Un'occasione per immergersi nell'atmosfera "magica" dell'animismo, del vudù e dei feticheurs, per ammirare castelli e case fortificate, mercati variopinti, palazzi reali, villaggi su palafitte, per rilassarsi su bellissime spiagge.

Partenze garantite con minimo 2 partecipanti.

Viaggio Speciale

descrizione

Lome

 

dal

 

2° e 4° sabato

di ogni mese

 

 

Lome

 

al

 

sabato

successivo